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#MonsterMovies – Godzilla, il ritorno del Re dei Mostri

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Sono già passati 5 anni da quando Guillermo Del Toro rilanciava con fascinosa potenza il genere nipponico Kaiju eiga (film di mostri giganti) con Pacific Rim (2013). Guillermone attingeva a piene mani dalla cultura folkloristica giapponese che diventò cinematograficamente molto famosa negli anni ’50, mischiando mostri di mare, di terra e di aria con incredibili avventure fantascientifico-orrorifiche (che incredibilmente trovarono un ottimo riscontro anche in occidente per la loro natura mostruosamente esotica). Probabilmente quello di Guillermone fu il film che diede la spinta e la forza di puntare su questo genere che ultimamente era diventato qualcosa di più indipendente, spesso sfociando in prodotti lowbudget, bmovie o comunque film per la tv. Mi vengono in mente Cloverfield (2008), Attack the block (2011), Troll Hunter (2010),  Splice (2009)… Monsters (2010). Ecco, se nel 2014 (proprio 1 anno dopo Pacific Rim) usciva un blockbuster come Godzilla lo dobbiamo proprio ad uno di quei registi cosiddetti indie che nel 2010 esordiva con il particolarissimo Monsters: Gareth Edwards. Con Godzilla, Edwards si è ritrovato da un risicato budget di 15.000 dollari ad un incredibile cifra di 160 milioni di dollari. Sarebbe potuta finire malissimo, ma Legendary Pictures e Warner Bros ci hanno visto lungo e hanno puntato forte su questo giovane sconosciuto, affidandogli il difficile compito di riportare al cinema il mitico Re dei Mostri. Produzione americana, dunque, per quella che è l’icona dei monster movies, ma Edwards non si è lasciato trascinare dai soliti clichè narrativi e lessico cinematografico puramente hollywoodiani. Strizzando continuamente l’occhio alla cultura giapponese e alla loro mitologia kaiju, ha eretto (mentre i palazzi crollano e si fanno in mille pezzi) il suo personale monumento al divino Gojira.

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Via al film!
C’è qualcosa di inspiegabile che una segretissima coalizione multinazionale chiamata M.O.N.A.R.C.H. sta cercando di nascondere da anni. Non si sa molto: forse è qualcosa di alieno, forse è qualcosa di mostruoso o di divino (o tutte e due le cose insieme). Negli anni ’50 americani e russi cercarono di distruggerla, di annientarla con bombe atomiche (i test nucleari erano una copertura) ma fu tutto inutile. Secondo alcuni esperti, quella cosa è una sorta di “antico predatore alfa, milioni di anni più antico dell’umanità, di un’epoca in cui la Terra era dieci volte più radioattiva di oggi”. La voce pacata, ma appassionata di uno scienziato capo (Ken Watanabe) emette un flebile suono: “Noi lo chiamiamo Gojira”. Oggi, quell’animale preistorico si è risvegliato. Secondo gli studiosi è stato attirato da un qualche tipo di segnale (probabilmente tramite geolocalizzazione) da un altro tipo di bestia, sicuramente di natura più infernale: i M.U.T.O. (Massive Unidentified Terrestrial Organism). Probabilmente all’inferno non c’era più posto, perchè i mostri stanno per iniziare a camminare sulla Terra: Godzilla vuole ristabilire l’ordine gerarchico e per farlo dovrà sbarazzarsi di queste nuove minacce avversarie.

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Il lavoro compiuto da Gareth Edwards è ammirevole! Non solo ritorna alle origini del mito, dandogli nuova linfa vitale, ma lo fa in modo originale e praticamente impeccabile. Edwards aspetta più di una ora prima di rivelare i suoi mostri e farli combattere tra di loro, concentrandosi come suo solita sulla costruzione dei personaggi. Cerca di renderli più importanti e profondi, nonostante essi rimangano inermi spettatori di fronte ai veri mostruosi protagonisti della seconda parte del film. Il suo Godzilla è un essere maestoso e divino, lento e potente, ruggisce forte e combatte in modo implacabile. La sua stazza enorme lo rende un essere lento, la sua fisionomia è ripresa da un incrocio tra antichi dinosauri con alcune forme di orsi, aquile e cani, le sue creste dorsali sono aguzze come lame, il suo ruggito atomico è letale. E’ più simile ad un dinosauro preistorico che ad un pupazzone teatrale o ad un’iguana geneticamente modificata. E’ emblematica come la prima scena in cui Godzilla si palesa sia da altezza uomo, dal punto di vista di spaventati turisti all’interno di un terminal d’aeroporto, che tra un’esplosione e l’altra si vedono comparire uno zampone artigliato e squamoso che lentamente procede. Talmente immenso che non entra in camera, servono inquadrature molto lontane (spesso campi lunghi o lunghissimi in cui gli umani diventano minuscole figurine irriconoscibili) o riprese dal basso verso l’alto che ne sottolineano le dimensioni quasi esagerate: più di 100 metri di altezza (alto il doppio dell’originale del ’54). L’arrivo del dinosaurone atomico si fa attendere ma verremo poi ripagati per l’attesa: al suo passaggio le acque si ritirano, gli animali scappano spaventati, la terra trema e gli edifici crollano. La sua missione è dimostrare la sua supremazia sulle specie, la lotta sarà fatale. Edwards non si risparmia nulla, i combattimenti ci sono, spesso sono ripresi da lontano per mostrare al meglio le imponenti figure intere dei mostri che lottano senza risparmiarsi colpi. I due M.U.T.O. sono stupendamente orripilanti, agili e veloci, sembrano giganteschi insettoidi dalle linee dure vagamente robotiche, con lunghissime file di zampe e ganci alle estremità, in alcuni casi muniti pure di enormi ali.
Allo scrupoloso lavoro di effettistica digitale si unisce una costante ricerca di realismo per ciò che sta accadendo: i mostri sembrano reali e si muovo più lentamente, non sono solo bestie che distruggono ogni cosa, avvertono la stanchezza durante i loro scontri epocali, subiscono ogni colpo, sembrano stremati e altre volte spaventati. E questo non può che essere una delle tante note super positive di questo filmone dedicato con affetto agli affascinanti kaiju dalle forme più (ironicamente) assurde. Il divertimento e lo stupore sono assicurati: non riuscirete a non esclamare “WOW”!

Recensione di Mario Rittatore

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Informazioni su Mario Rittatore - Cinemundto

Classe 91. Studente&blogger. Tiro avanti tra film,videogiochi e una normale vita sociale. www.cinemundto.com

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Questa voce è stata pubblicata il 22 marzo 2018 da in Recensioni con tag , , , .
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