Nostalgia in V.H.S.

IL CINEMA CHE SI AMA

#MonsterMovies – Cloverfield scatena distruzione e paura a New York

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Ci sono dei brusii. Lo schermo è nero, poi sgrana e ci si apre davanti una schermata di default con imperfezioni digitali che portano a un segnale di barre colore, poi di nuovo lo sfondo si fa nero. Tra un bzzz e l’altro compaiono scritte che sembrano avvisi federali: c’è scritto qualcosa come “Dipartimento della Difesa”, poi la linea si interrompe. Di nuovo le SMPTE color bars, poi dei codici incomprensibili e infine si riesce a leggere documento secretato “Cloverfield” (multiple sightings of case designate “Cloverfield”). Finalmente lo schermo inizia a riprendere normalmente: capiamo che da ora in poi tutto il film sarà un mockumentary, una sorta di documentario (telecamera a mano) di quello che accadrà da lì a poco. E non sarà piacevole. Scene di vita quotidiana, una mattiniera vista del Central Park dalle vetrate di un lussuoso attico di Manhattan, riprese in strada tra le avenues e le streets fino dentro a dei market, poi una festa. Si conoscono i nostri protagonisti: gente comune, simpatica o opprimente, alcuni allegri e altri tristi, c’è chi deve partire e chi purtroppo rimane… di colpo un boato! Segue un’onda d’urto o una devastante scossa sismica, la città cade in preda ad un temporaneo blackout (e allo spavento). Ci si accalca sul tetto per vedere meglio, ma lo spettacolo non sarà affatto rassicurante. Un’esplosione si scatena tra i grattacieli a poca distanza, alcune macerie infuocate volano in aria e iniziano a farsi minacciosamente vicino, fino a colpire come meteoriti altri palazzi, che a loro volta cadono a pezzi.

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Da qui in poi Cloverfield entra nel cuore della questione. Non vi starò a descrivere dettagliatamente cosa succede, vi basti sapere che siamo alla quinta puntata della rubrica #MonsterMovies: vi lascio immaginare. Qualcosa sta sconvolgendo la città di New York, forse è un terremoto, forse un attentato o forse è qualcosa di più terribile. Il fumo dei detriti dei palazzi, il fuoco accecante e spaventoso, l’oscurità della notte (accentuata da continui blackout), la corsa disperata attraverso sconosciuti tunnel metropolitani e la violenza spinta da un’adrenalinica pazzia generale, aumenteranno il senso di disorientamento dei nostri protagonisti. Ma cosa sta davvero accadendo? La forza di Cloverfield sta nel portarti a vivere direttamente l’esperienza grazie ad un mockumentary abbastanza azzeccato e alla scoperta graduale del pericolo e dell’orrore. Il sottile rimando agli attentati del 2001 è forte: nonostante la paura scatenata dal regista Matt Reeves sia puramente e scenograficamente di natura “mostruosa”, l’eco brutale degli attacchi aerei di quel lontano 11 settembre rimbomba ancora tra i grattacieli della grande mela. Allo stesso modo, Cloverfield appassiona e segna il punto di partenza di una nuova interessantissima saga luna park a cui ancora oggi si aggiungono capitoli tanto diversi quanto legati da una qual certa mitologia comune. E molto del lavoro lo si deve all’organizzazione e produzione (un grazie all’incredibile gestione di marketing super riservato) che sta dietro a questa serie ormai cult: JJ Abrams con la sua Bad Robot.

Scritto da Mario Rittatore

PRIMA VISIONE:

Ricordo ancora il primo trailer apparso al cinema. Le immagini scorrevano davanti ai miei occhi come un qualcosa di assolutamente misterioso e realista. Tutti quei boati, quelle grida, quelle scene confusionarie, ma al tempo stesso suggestive avevano acceso in me una curiosità che non accadeva da tempo.

Poi sono corso al cinema a vederlo.

Per uno spettatore non abituato a questo tipo di pellicole (e io ero sicuramente tra questi) tutto ciò appariva disorientante, a tratti anche un po’ nauseante. Non tanto per la prima parte, abile ed essenziale nel caratterizzare ogni singolo personaggio, ma bensì per la parte centrale, immersiva e totalmente spiazzante. Ma un film del genere non potrebbe rientrare in questa categoria senza l’ausilio di una creatura mostruosa, che qui non si vede molto, ma in quelle poche scene che il regista Matt Reeves gli concede buca incredibilmente lo schermo. Davanti a uno spettacolo del genere i miei occhi brillano per la gioia e mi fanno ben sperare di fronte a un genere, che ormai, non ha più film del genere. Perché Cloverfield non è stata solo una novità, ma una ventata d’aria fresca. Un lampo di luce che irrompe improvvisamente su di noi e ci invita a riflettere, seppur con qualche brivido in corso. Io per esempio non ho smesso di averli per tutto il film.

Scritto da Simone Martinelli

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Informazioni su Mario Rittatore - Cinemundto

Classe 91. Studente&blogger. Tiro avanti tra film,videogiochi e una normale vita sociale. www.cinemundto.com

Un commento su “#MonsterMovies – Cloverfield scatena distruzione e paura a New York

  1. L’ha ribloggato su Cinemundto.

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Questa voce è stata pubblicata il 29 marzo 2018 da in Recensioni con tag , , .
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